Intervista all’Ingegnere Emanuela Ascione: self made woman

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Partenopea doc nelle sembianze e nei tratti caratteriali: occhi neri e profondi, minuta nell’aspetto ma con il coraggio e la determinazione di un gigante. Si presenta così l’Ingegnere Emanuela Ascione, amministratore dell’azienda di disinfestazione Iside. Abbiamo deciso, con grande piacere, di intervistarla come simbolo di tenacia e successo declinati al femminile. Vive a Portici dove il mare, il sole, l’orgoglio dei suoi abitanti fanno da cornice alle sue giornate influenzando, quotidianamente, la sua volontà di realizzazione come donna e imprenditrice. Ci accoglie presso il suo piccolo ufficio e davanti ad un tè bollente, come il più classico degli appuntamenti tra donne, le chiedo di raccontarci un po’ di lei.

Emanuela, la curiosità che ci ha portato qui è: cosa ha spinto una giovane trentaseienne a intraprendere da dieci anni, quindi giovanissima, un ruolo di responsabilità direzionale in un società che vede quasi sempre la donna soggetta a pregiudizi e stereotipi culturali?

“Una profonda rivalsa e la volontà di invertire questo retaggio, ormai anacronistico, che vede la donna incapace di farsi da sola e gestire posizioni lavorative appannaggio di soli uomini. Vivere a Napoli ti mette di fronte a dei limiti continui, ma l’amore incondizionato per la tua città ti dà anche la forza incredibile per affrontarli e superarli. Ho sempre avuto le idee chiare su quello che volevo dalla mia vita e ho orientato anche i miei studi su questa idea di rappresentare le donne come realmente sono: creative, innovative e pragmatiche. Vede, anche quando nel 1998 ho scelto di studiare Ingegneria Gestionale, il numero delle donne era esiguo. E durante le lezioni, noi dame eravamo costantemente ostinate a dimostrare che quel mondo apparteneva anche a noi”.

Come ha fatto?
“Audacia, pazienza, spirito di sacrificio e un confronto continuo. Ho messo tutto in discussione evitando, laddove possibile, l’autoesclusione”.

E come mai ha poi optato a creare un’azienda di disinfestazione, un settore diretto quasi esclusivamente da uomini? Che difficoltà ha incontrato?
“Amo le sfide continue, in ogni campo della mia vita e questa rappresentava soltanto l’ennesima prova. Tante le difficoltà incontrate: il mondo maschile, nel lavoro, cerca di farti adeguare ai propri modelli preconfezionati e poi tra noi donne si crea, a volte, una sorta di competizione malata che riduce il nostro rendimento in ogni ambito.

Come ha gestito questi impedimenti? Il suo segreto?
“Non lasciandomi abbattere dagli eventi, avendo fiducia e coraggio in me stessa, senza rinunciare alla mia femminilità. Un lavoro certosino e continuo sulla mia persona che va al di là del lavoro. Al tempo stesso svolgo il mio lavoro con entusiasmo, non potrei mai vivere senza ciò che ho creato studiando e dando tutta me stessa. Ma il mio vero segreto è quello di credere nella potenza del gruppo, impegnandomi quotidianamente a costruire un team di collaboratori positivi e propositivi, che sentano il mio progetto come il loro progetto e che considerino Iside anche un po’ loro. Una persona da sola non può fare grandi cose”.

A proposito della sua vita al di fuori del lavoro, abbiamo visto delle foto che la riprendevano in un’immersione subacquea. Anche in questo caso ha voluto sfidare uno sport tipicamente maschile?
“Forse inconsciamente si ma le posso garantire che sotto acqua non ci sono disparità di genere ma completa collaborazione e voglia di condividere un’esperienza che consiglierei a molti. Definirlo uno sport è poi riduttivo, per me l’immersione è una passione vera, profonda, viscerale. Rappresenta un mondo nuovo da scoprire, da esplorare e da rispettare sempre”.

Lei mi sembra una donna piena di risorse e iniziative, cosa consiglierebbe agli uomini e alle donne che gestiscono un’azienda per superare questi momenti di crisi economica?
“Non mi sento in grado di dare consigli ma posso dirle ciò che ho fatto io in questi anni. Continuare a studiare ed aggiornarsi tutti i giorni. E poi per mantenere i clienti e acquisirne di nuovi è necessario creare novità, utilizzare la fantasia e offrire trasparenza. In un mondo di crisi bisogna proporre lealtà e chiarezza verso tutti, inclusi i dipendenti”.

E alle donne in particolare cosa consiglierebbe?
“Più che un consiglio un auspicio, che faccio innanzitutto a me stessa: quello di dedicare il proprio tempo a se stesse e ai propri affetti, riempirsi le giornate con passioni e svaghi. Insomma allontanare la routine e gestire la propria vita cercando di migliorarsi continuamente: si va avanti con le proprie forze, questa è la gratificazione più grande per ogni essere umano”.

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