Blatte pubbliche e private: la contraddizione porticese

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Come concittadini di questo paese, colmo di risorse ma non scevro di problemi e contraddizioni, con soddisfazione e orgoglio, abbiamo più volte sottolineato sul nostro sito e sul nostro blog, l’impegno del Sindaco del Comune di Portici relativamente il problema nefasto delle blatte che grava seriamente sull’intero territorio. Di fatto il Sindaco con ordinanza sindacale, n 260 del 06/07/2015, ha intensificato la lotta alle blatte sul territorio obbligando i privati di stabili condominiali a disinfestare le proprie abitazioni.

Nello specifico il Comune di Portici ha deciso di stabilire una serie di norme a cui gli amministratori di condomini e parchi, nonchè i proprietari di singoli fabbricati, dovevano attenersi al fine di evitare il diffondersi dei suddetti artropodi con pagamento di sanzioni amministrative nei confronti di chi non avesse rispettato l’ordinanza.

Tuttavia ci preme evidenziare, solo come fattivo suggerimento di disinfestatori con pluriennale esperienza, che esiste una contraddizione preoccupante tra questa azione di tutela degli spazi privati e la salvaguardia dell’igiene pubblica concerniente il più ampio territorio comunale.

Non bisogna dimenticare, infatti, che i numerosi sforzi effettuati per deblattizzare le aree private della città di Portici risultano vanificati senza la piena e concreta sinergia con il pubblico e senza l’attuazione di un corretto piano di prevenzione e lotta alle diverse tipologie di infestanti nel pieno rispetto delle norme di igiene pubblica.

Cosa che nella realtà non è avvenuto e che evince chiaramente dal bando emanato dal Comune e aggiudicato per l’appalto del servizio di bonifica igienico-sanitaria con attuazioni di interventi di derattizzazione, disinfestazione e disinfezione sul territorio comunale.

Quello che emerge dal bando e che ci permettiamo di sottolineare è l’aver inserito nel piano di lotta interventi di disinfestazioni generali ma non specifici per ogni tipologia di infestante e in particolare per le blatte nei confronti delle quali era stata emanata un’ordinanza considerato il carattere di emergenza. Nello specifico non sono stati assicurati, nel capitolato, interventi di deblattizzazione nelle caditoie stradali, nelle reti fognarie comunali, sui bordi dei marciapiedi e più in generale sul suolo comunale.

Eppure l’ordinanza, al contrario, includeva interventi nelle fosse settiche condominiali, nei pozzetti di ispezione delle reti fognarie condominiali e nelle griglie di raccolta attinenti i singoli condomini. Dunque un imperativo efficace e importante quello fatto nelle aree private che pensavamo e speravamo dovesse trovare la giusta corrispondenza o integrazione ad un’azione ugualmente accurata nelle aree pubbliche.

Infine un ultimo punto, che ai nostri umili occhi appare una mancanza importante all’interno del bando di appalto, è il non aver dettato le modalità di gestione delle operazioni di derattizzazione secondo le “attuali regole di sicurezza e di igiene”.

Infatti l’ordinanza ministeriale del 10 febbraio 2012, prorogata nuovamente nel 2015, cita testualmente:

  • 1 comma1 <<…è vietato abbandonare esche e bocconi avvelenati…>>
  • 5 comma 2 <<…nel caso di rodenticidi per uso civile è previsto un contenitore all’atto dell’utilizzo con accesso solo all’animale bersaglio…>>.

Due norme emanate con lo scopo di far eseguire la derattizzazione in modo che bambini, animali non bersaglio e persone consapevoli non possano, in alcun caso, venire a contatto con le esche rodenticide.

Legge fatta e poi? Si cammina per il Comune di Portici e non si trova un erogatore di esca neanche a pagarlo.

Che la nostra osservazione non venga minimamente percepita come critica ma solo come consiglio o stimolo ad affrontare la questione dell’igiene urbana a Portici con maggiore scrupolosità considerando che fino ad ora l’Amministrazione Comunale si è dimostrata particolarmente sensibile alle tematiche in oggetto e ha profuso un impegno importante per il bene di tutta la collettività.